Lavoratori in stato di agitazione nei negozi Unicoop Tirreno del Lazio.
La crisi si è aperta dopo che la società ha annunciato l’intenzione di cedere otto punti vendita del sud della Regione ad un nuovo acquirente: un piano industriale che riguarda i centri di Pomezia, Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro e Frosinone dove sono impiegati circa 270 dipendenti. I sindacati sono sul piede di guerra, si temono licenziamenti e ridimensionamenti. Cobas intanto ha annunciato per il 26 settembre uno sciopero e una manifestazione al Mise. “Il prossimo 26 settembre, al tavolo sulla crisi Unicoop Tirreno che si terrà al Mise, al fianco dei lavoratori si siederà la senatrice Elena Fattori del M5S, per sostenere la vertenza che vede l’annunciata cessione di otto punti vendita del sud della Regione a un nuovo acquirente: un piano industriale che riguarda i punti vendita di Pomezia, Fiuggi, Velletri, Aprilia, Genzano, Colleferro e Frosinone dove sono impiegati circa 270 dipendenti. E la paventata disdetti del contratto integrativo per gli altri circa 4.000 lavoratori”. È quanto si legge in una nota di Cobas Lavoro Privato. “La senatrice Elena Fattori mi ha confermato pochi minuti fa la sua partecipazione al tavolo di crisi attivato dal ministero dello Sviluppo economico, esprimendo solidarietà e promettendo impegno concreto per sventare questa vera e propria crisi sociale e del lavoro. La senatrice, tra l’altro, è una cliente della Coop di Genzano di Roma e ha portato la sua solidarietà anche ai lavoratori durante un nostro volantinaggio. Il 26 settembre, durante lo sciopero, manifesteremo sotto il Mise durante l’incontro”, dichiara Francesco Iacovone dell’esecutivo nazionale Cobas. Intanto Unicoop ha assicurato che <<la trattativa in corso prevede la massima tutela dei livelli occupazionali, la razionalizzazione della rete di vendita è ormai necessaria, non comporterà chiusure e licenziamenti di personale ma la cessione ad un altro operatore commerciale>>. Tra i gruppi interessati pare ci sia Conad.
