La fotoreporter Maria Novella De Luca di Alatri racconta con i suoi scatti fotografici il dolore e la speranza di alcuni dei novemila migranti in viaggio nel mediterraneo verso l’Italia, salvati con l’operazione di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa da giugno fino a dicembre 2016.
Maria Novella non è nuova ad operazioni rischiose in zone di guerra e disperazione come il Kurdistan, dove a Kobane aveva fotografato, rischiando la propria vita assieme ai ribelli, la storia dell’unica attività commerciale (e sociale) ancora attiva sotto l’assedio da parte Turca e dell’Isis sui due lati, il forno cittadino.
Come allora, anche sulle navi della missione nel mediterraneo la reporter ha ritratto immagini di paura, sofferenza ma anche di speranza verso un futuro migliore e questi scatti verranno esposti anche in ciociaria, in particolare a Ferentino.
La mostra fotografica “I viaggi di Enea”, realizzata con Croce Rossa Italiana in occasione di Solferino 2018, infatti, dal 21 settembre prossimo sarà ospitata all’interno del FerentinoFotoFestival.
Dopo l’inaugurazione ufficiale del venerdì 21, in cui verrà aperta anche la mostra ai visitatori, Maria Novella De Luca racconterà la sua esperienza il giorno successivo, sabato 22 alle ore 10,30 all’interno degli spazi di confronto organizzati dal Festival presso Palazzo Martino Filetico.
<<Sono tanti gli Enea contemporanei che fuggono un mondo, il loro mondo alla ricerca della felicità o solo di una vita dignitosa. C’è chi fugge da un Paese in guerra, chi dalla fame, chi dall’obbligo del servizio militare, chi più semplicemente lascia il Sud per il Nord. Ognuno ha il proprio impeto, la propria meta. […] E poi una danza di mani tese inizia a tirarli sulla scialuppa. Prima le donne e i bambini e si parte, in un andirivieni di viaggi per portarli in salvo sulla nostra imbarcazione. Una storia di umanità, di vita che scorre intorno a noi indisturbata o avvolta da troppo rumore da non essere compresa nella sua disperazione>>. Così l’autrice descrive ciò che ha voluto condensare nei propri scatti.
Andrea Tagliaferri
