Si è svolta ad Arpino la 17esima edizione della “Festa delle Campanelle e delle ceramiche artistiche”, un evento organizzato dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Proloco. Ben 12 gli espositori che hanno colorato Piazza Municipio con le preziosissime realizzazioni in ceramica, vetro, bronzo, terracotta, tessuto ed altro ancora.
«È di buon auspicio regalare una campanella in qualsivoglia occasione, simbolo di pace, gioia e felicità. Appena ricevuta in dono, è necessario farla suonare, altrimenti la magia del portafortuna svanisce» ci informa Luciano Rea, presidente della Proloco, che ci presenta la fiera. «È probabile, continua un ceramista espositore, che la tradizione della ricorrenza nasca da un episodio avvenuto nel ‘700, quando una campana si staccò dalla guglia precipitando a terra, miracolosamente senza fare vittime. Tante storie popolari sono legate alla festa; quella che ci piace raccontare è l’ usanza delle giovani donne nubili che, nel passato, in questo giorno si recavano presso la Chiesa della Madonna della Costa e lì venivano raggiunte dai ragazzi della zona, i quali, per dichiarare il loro sentimento, regalavano alla prescelta una campanella; se la donzella accettava il corteggiamento, in cambio donava una pipa ed un bacio». In piazza anche il maestro Carlo Fantauzzi, pittore contemporaneo, che quest’anno festeggia i suoi 50 anni di carriera: l’ artista realizza pezzi unici dipingendo campanelle che rimarranno opera esclusive, diverse da tutte le altre creazioni. La fiera si svolge contestualmente ai festeggiamenti dedicati alla Madonna di Loreto, Santa Patrona della Città di Arpino. La leggenda racconta che il 15 settembre del 1722, in occasione della traslazione di un dipinto raffigurante la Vergine Nera, le campane di tutte gli edifici ecclesiastici di Arpino si misero a suonare a festa, spontaneamente, senza che nessuno le avesse toccate. La prof.ssa Maria Antonietta Palma ci spiega come il caro Giampaolo Palma, recentemente scomparso, abbia sempre sostenuto la realizzazione della “Festa delle Campanelle”, rivalutandone la memoria storico-religiosa e folcloristica. In passato Giampaolo si era personalmente attivato affinché la Chiesa della Madonna di Loreto al Castello venisse ristrutturata, riportando il luogo sacro al suo particolare splendore. La famiglia Palma intende portare avanti la tradizione legata alla festa patronale: anche quest’anno, il pomeriggio dell’8 settembre, i pellegrini in rientro dal santuario di Loreto sono stati accolti e, dopo la Santa Messa, rifocillati con la “piattella”, una sorta di timballo fatto in casa. Inoltre, durante la festa, viene consegnata la campanella che raffigura la chiesetta di Arpino. Sara Pacitto
