MSGC – Colpi di fucile per non far dormire l’ex moglie, operaio rinviato a giudizio

Francesca Merolle
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Molestie telefoniche, disturbo alla quiete pubblica e sottrazione degli obblighi assistenziali familiari. Sono queste le accuse che hanno trascinato sotto processo R.A. un operaio di 57 anni residente a Monte San Giovanni Campano.

La vicenda risale allo scorso anno, quando la moglie, una casalinga di 52 anni, a causa del caratteraccio del marito aveva deciso di separarsi. Da quel momento l’uomo aveva cominciato a farle dispetti di ogni genere. Compreso quello di sparare colpi di fucile in piena notte per far svegliare la donna di soprassalto. A questo da aggiungere la radio che accendeva soprattutto di notte e che teneva sempre ad alto volume e le telefonate minatorie che le faceva a qualsiasi ora del giorno e della notte. Una situazione, quella che stava vivendo la signora che aveva messo a dura prova i suoi nervi. Tra l’altro in sede di separazione il giudice aveva stabilito che l’operaio avrebbe dovuto corrispondere l’assegno di 400 euro per il mantenimento della coniuge e della figlia minore oltre alle spese straordinarie. Ma l’uomo si era sempre sottratto a questi obblighi di assistenza materiale. Per tale motivo l’operaio che era stato denunciato dalla ex moglie tramite l’avvocato Giulia Giacinti, è stato rinviato a giudizio oltre che per le molestie telefoniche e il disturbo alla quiete pubblica anche per sottrazione degli obblighi familiari. La prima udienza è stata fissata per giugno del 2019. Mar.Ming.
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