L’ultima manifestazione, LA NOTTE DELL’ANELLO del 24 e 25 agosto scorsi, è stata innovativa e patecipata. L’entusiasmo nelle parole del presidente Gabriele Ritarossi.
“Avevamo molta insicurezza quando abbiamo iniziato a pensare a La Notte dell’Anello. Abbiamo risposto ad una proposta, nata quasi per gioco, in 5 minuti ed in 30 giorni è stato fatto il massimo di ciò che potevamo”. Inizia così la nota di commento del presidente dell’associazione culturale Radici, Gabriele Ritarossi, che segue l’ultima “fatica” organizzativa che ha portato tanta soddisfazione. “Forse non è ancora una manifestazione pulita. Forse, sicuramente, dobbiamo migliorare molto l’organizzazione. Probabilmente qualcuno che si sente spesso migliore senza aver poi, di fatto, mai raggiunto premi oscar, potrà aver notato piccoli o grossi difetti ma non è questo che ci spaventa. Del resto ‘sono le piccole cose, i gesti di gentilezza e semplici atti d’amore che tengono a bada l’oscurità’. In questi giorni noi abbiamo sentito la passione per un’ideale scaldarci il cuore. Il gusto buono di sapere che siamo pronti a combattere per qualcosa di vero, di buono e di bello. Abbiamo scoperto che le cose si costruiscono, a volte, più con un pizzico di sana follia che con una organizzazione maniacale; e molto spesso con la fantasia, il coraggio e l’ostinazione, specie quando non hai le possibilità economiche che possiedono altri. (Del resto per noi che parliamo di identità, tradizione, vita e famiglia è tempo di vacche magre). In tutto questo “viaggio inaspettato” il sorriso è cresciuto di pari passo con la condivisione di piccoli momenti unici che hanno arricchito la nostra amicizia. Amicizia rafforzata dal sentire dentro che “c’è del buono a questo mondo” e che quando si guarda nella stessa direzione, anche le imprese più ardue per quattro mezzi uomini, diventano possibili. Ci sono in cantiere molte cose per il prossimo anno”.
Del resto alla manifestazione su Tolkjen sono arrivati ospiti davvero d’eccezione come il più grande esperto italiano della letteratura tolkeniana, Paolo Gulisano; ma anche Federico Iadicicco presidente dell’associazione nazionale Anpit.
“Grazie a Federico Iadicicco e Marco Bachetti– prosegue Ritarossi- per averci fatto capire che persino l’impresa imprenditoriale si può fare con uno sguardo che non mira, semplicemente, al benessere economico ma all’edificazione di una comunità più umana. Grazie a Paolo Gulisano per averci scavato dentro accendendo una speranza. E noi sappiamo bene che quando “un fuoco è acceso la speranza divampa”, specie quando questo attinge legna dalle “radici profonde che non gelano mai”. Grazie a Stefano Scialanga magistrale nella interpretazione delle letture accompagnate da una pregevolissima chitarra suonata dalle mani di un bravissimo Luca Santucci. Grazie ad Alessandro Cola per cui ogni aggettivo è, oramai, superfluo e ad Alfonso Coccia. Grazie a Paolo Fiorenza e Francesco Boezi per aver moderato le serate e all’amico Biagio Cacciola vero maestro e mai “padrone” in tanti confronti maturati in questi mesi. Grazie a chi ha lavorato per il laboratorio creativo. Con questa piccola comunità abbiamo, lasciatemelo dire, dato vita (in 10 mesi) ad un percorso culturale pazzesco nella nostra città”, ha concluso Gabriele Ritarossi.
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