Editoriale – Sora, la maggioranza De Donatis: le varianti e la legge a se’ !

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Settimana di ferragosto “rovente” a Sora (e non certo per le temperature!) con il gruppo di maggioranza che, nonostante le ferie, continua a scavare.  È di lunedì 13 agosto il comunicato con cui Bruni annuncia ai sorani la variante al “Progetto 3S Sicurezza stradale a Sora” che nel dettaglio riguarderà la messa in sicurezza di via Cellaro. Nella nota ufficiale diffusa, grande plauso del consigliere delegato agli assessori Baratta e Di Ruscio ed ai consiglieri Castagna e De Gasperis per l’interessamento dimostrato. Perché almeno per i proclami e per gli autoproclami niente si possa dire sulla peggiore amministrazione che la città ricordi a memoria d’uomo.

Resta il fatto che, a 26 mesi dall’insediamento, le “chiacchiere senza distintivo” sono davvero tante, i fatti concreti nessuno, eccezione fatta per le varianti!!! Eh sì, impossibile non notare le varianti della maggioranza De Donatis! Lavori non iniziati e già variati o lavori appena iniziati e subito variati. Nell’uno e nell’altro caso lavori, comunque e sempre, variati! Tutto il contrario di quanto auspicato dalla normativa sui lavori pubblici che non vede di buon occhio le varianti e si propone di ridurle al minimo, semplicemente perché sono uno sperpero di denaro pubblico e fanno “pensare a male”. Ma, oramai, Sora sembra avere una legge a sé. “Ed io pago!!!” diceva Totò, perché tutte queste progettazioni dovranno pur avere un costo o, se non altro, in caso di progettazione interna, terranno impegnati i funzionari comunali che non potranno occuparsi di altro? Di certo molto è avvolto nella nebbia, tanto dal mistero. Svelato, però, ciò che hanno fatto in questi 26 mesi: Baratta, De Gasperis, la Di Ruscio e la Castagna: si sono interessati alla variante di via Cellaro!!! Ecco perché l’ambiente è praticamente abbandonato a sé stesso da sempre e l’ex presidente Saltelli si sarebbe dimesso per disperazione: Baratta era impegnato! Ecco perché non vede fine il progetto dello spostamento del mercato mentre continua a svuotarsi il comando di polizia locale con vigili (erano già sotto organico!”) che vanno a fare gli amministrativi senza che nessuno batta ciglio: De Gasperis era impegnato! Ecco perché, in questi 26 mesi, nessuno è riuscito a comprendere il contributo della Di Ruscio e della Castagna alla politica comunale ed agli argomenti attinenti l’amministrazione del bene pubblico: le due consigliere erano impegnate, si interessavano alla variante! Povera Sora, davvero povera Sora! Arrivata perfino a vedere biblioteca e museo civico chiudere i battenti dall’11 al 18 agosto per disposizione del vice sindaco Baratta (De Donatis è in vacanza), che firma la propria disposizione sbarrando addirittura il nome riportato sotto (leggi a lato), senza accorgersi che quel nome è proprio il suo. Non si conoscono le cose elementari e Sora fa legge a sé. Al tutto si aggiungerebbe il continuare, così come è sempre stato dalla campagna elettorale, del “clima di regime” istaurato, che sarebbe supportato da minacce varie e di diverso genere. Vietato parlare! Vietato commentare criticando l’operato dell’amministrazione! Vietato pensare diversamente! Vietato evidenziare che tante cose non vanno proprio, perché conseguenza di decisioni scellerate che causeranno danni terribili e non riparabili. “Licenziamento!”, diceva l’ex segretario generale Scarsella durante il corso fatto ai dipendenti tempo fa. “Licenziamento!” parola d’ordine in un clima di ricatto in cui varrebbe il motto “chi si azzarda a non allinearsi la pagherà cara!” Peccato che tutto si vede e tutto si sa. Questa è la piattaforma del cambiamento. Il massimo del minimo del gruppo di governo è stato raggiunto il giorno di San Rocco quando, durante la messa, anche don Donato ha ritenuto indispensabile sensibilizzare gli amministratori in merito ai tanti bisogni inascoltati. Se un sacerdote reputa necessario fare un appello di tal sorta in una messa così importante di certo si è alla frutta. Niente è possibile aggiungere di più, per De Donatis ed i suoi è giunto davvero il tempo di andare a casa. Alessandro Andrelli
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